Google e la gestione dei risultati di ricerca

La creazione di Google, nel 1998, era basata sull’esigenza di organizzare le informazioni presenti in rete. Oggi, a distanza di più di vent’anni, il motore di ricerca è diventato il punto di riferimento del mondo occidentale, ma si è trasformato in un meccanismo capace di interpretare la richiesta dell’utente, fornendo per prime le risposte appropriate.

COME FUNZIONA UNA RICERCA SU GOOGLE?

La ricerca su Google nasce ancor prima che una chiave di ricerca venga digitata. Le informazioni presenti sul web sono raccolte dai web crawler, organizzate nell’indice di ricerca e rese disponibili quando se ne fa richiesta. I risultati sono frutto del lavoro dell’algoritmo di Google e per aiutare l’utente nella sua ricerca, il sistema fornisce per primi i risultati adv, che occupano l’intera area “above the fold”, relegando spesso “below the fold” i classici risultati di ricerca con il titolo dal colore blu, costringendo l’utente a scrollare la prima schermata del browser desktop per ritrovare il primo link organico.

Questa scelta di Google di dare priorità ai diversi formati per la visualizzazione dei risultati, è stata oggetto dello studio “Quanto spazio Google sottrae ai risultati organici” realizzato dal team di SEOZoom, suite di web marketing per l’organizzazione di progetti SEO.

I DATI DELLA RICERCA DI SEOZOOM SUI RISULTATI ORGANICI DI GOOGLE

Prima di entrare nel dettaglio dell’analisi, è interessante conoscere il contesto di riferimento e la metodologia utilizzata. Il team di SEOZoom per poter analizzare il comportamento di Google con le query di settore ha preso in esame un dataset delle migliori 10mila keyword di ogni settore su Google UK per desktop e partendo da qui ha analizzato i diversi casi di occupazione delle SERP. Cosa è emerso dall’analisi?

In settori come “travel” e “career and education” Google domina totalmente la SERP con le sue feature e non mostra risultati organici nella parte “above the fold”. Elementi come “hotel search box” o “flight search box” sovrastano i risultati organici e distolgono l’attenzione dell’utente dai siti organici perché Google risponde esattamente alla richiesta.
Seguendo lo stesso principio, anche i risultati organici della ricerca di hotel finiscono “below the fold” e alcuni di quelli che appaiono all’interno dell’”hotel search box” potrebbero essere personalizzati in base alla propria attività di navigazione e alle ricerche recenti su Google, nonché sulla base di conferme di prenotazione inviate al proprio indirizzo Gmail.

PERCHÉ È IMPORTANTE CONOSCERE QUANTO SPAZIO DEDICA GOOGLE AI RISULTATI ORGANICI?

Avere accesso a queste informazioni e conoscere queste dinamiche di ricerca è fondamentale per chi si occupa di SEO e contenuti per il web.
Se l’obiettivo una volta era quello di raggiungere le prime posizioni su Google, lo scenario che si presenta adesso è quello di creare delle campagne advertising mirate, studiate e progettate secondo i criteri del motore di ricerca, per riuscire a posizionarsi nel gruppo dei prediletti “above the fold”.

Scroll Up
Mini Cart 0

Il carrello è vuoto