Mark Zuckerberg ha annunciato un’importante aggiornamento sulla privacy: la possibilità di cancellare i dati di davigazione. Cambiamenti in arrivo anche per Messenger e Whatsapp. Ecco quali


Dopo lo scandalo Cambridge Analytica, in molti avevano pronosticato una F8 sottotono, concentrata solo sul tema della privacy. L’annuale conferenza di Facebook dedicata agli sviluppatori invece, è stata l’occasione per Mark Zuckerberg per annunciare nuove misure per la protezione dei dati personali ma anche altre importanti novità: dalle funzioni simil-Tinder, alle videochiamate su Instagram, alle nuove funzioni di WhatsApp.

Facebook come Tinder

Zuckerberg ha annunciato l’arrivo su Facebook di una nuova funzione che faciliterà gli incontri online. Entro l’anno cominceranno i test. L’utente dovrà aprire un profilo ad hoc e gli aggiornamenti legati a questa funzione non compariranno sulla bacheca. Di un’idea simile si era vociferato già lo scorso settembre. Il social, sfruttando l’enorme mole di dati a disposizione sugli utenti, suggerirà un possibile compagno, che sarà contattabile se la scelta sarà reciproca. Esattamente come sull’app Tinder. Dopo la notizia la società che controlla l’app (Match Group) ha perso il 22% in borsa.

Arriva Oculus Go

L’annuncio di Oculus Go, il visore per la realtà virtuale senza fili, era dato quasi per certo durante la F8. Zuckerberg aveva infatti affermato, durante l’ultima conferenza con gli azionisti, di “non vedere l’ora” di presentare il prodotto. Voce confermata: il ceo ha annunciato la disponibilità del dispositivo a partire dal primo maggio, per poco più di 200 euro.

Le novità di Instagram

Novità anche riguardo Instagram, sempre di proprietà di Facebook: presto arriveranno le videochiamate. Anche di questa novità si era parlato nelle scorse settimane. Sarà ritoccata la sezione “Esplora”, per dare agli utenti più libertà. Attivo da subito il filtro anti-bullismo, che blocca i commenti offensivi. Per quanto riguarda le Storie, invece, Instagram apre alle partnership con piattaforme terze per facilitare la condivisione dei contenuti. Tra i partner ci sono GoPro (per i video girati con le action cam) e Spotify: gli utenti potranno condividere la musica che stanno ascoltando nelle proprie Storie.

Messenger per le aziende

La piattaforma di Messenger sta virando sempre di più verso le aziende. La F8 ha illustrato due novità, che saranno ampliate nei prossimi mesi. La prima è la possibilità di conversare, nella sezione Marketplace (quella per la vendita di prodotti tra privati) in diverse lingue, con la possibilità di una traduzione istantanea. L’altra novità offre alle imprese (che già usano Messenger come punto di contatto con gli utenti) la possibilità di costruire esperienze di realtà aumenta. Per far sì che i clienti possano “sperimentare” il prodotto prima di un eventuale acquisto, da concludere direttamente via app (pagamento compreso).

Videochiamate di gruppo su Whatsapp

Una novità e tante prospettive per Whatsapp. La prima riguarda l’introduzione delle videochiamate di gruppo, che affiancano quelle singole già disponibili da tempo. Ci saranno anche, in linea con altri social a partire da Instagram, nuovi “adesivi” digitali che dovrebbero arricchire la comunicazione.

Privacy: arriva Clear History

Non poteva mancare un aggiornamento sul tema più caldo delle ultime settimane: la privacy. Zuckerberg (pur non chiarendo da quando sarà attivo) ha lanciato Clear History. Si tratta di una funzione che cancella con un click le proprie “tracce” sul web: siti visitati, cookies (cioè quei file che seguono gli utenti e ricordano il loro passaggio), password, preferenze usati da Facebook per raccogliere dati sugli utenti. Zuckerberg ha avvertito che l’esperienza di navigazione potrebbe peggiorare, per la semplice ragione che i siti non riconosceranno chi è già passato da lì e (ad esempio) richiederanno ogni volta un accesso manuale. Ma, pur nella convinzione che i cookies siano importanti, il ceo ha comunque voluto dare ascolto alla forte richiesta di trasparenza. “Una cosa che ho imparato dalla mia testimonianza al Congresso – ha scritto in un post – è che non avevo una risposta abbastanza chiara ad alcune domande sui dati”. Soprattutto sul fatto che Facebook usasse anche informazioni provenienti da navigazioni esterne alla piattaforma.